Allevamento cani di razza: schottish
terrier, bassotto a pelo duro e bovaro del bernese.
Allevamento cani di razza: schottish
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Allevamento cani di razza: schottish
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Allevamento cani di
razza: schottish terrier, bassotto a pelo duro e bovaro del bernese.
Allevamento cani di razza: schottish
terrier, bassotto a pelo duro e bovaro del bernese.
Allevamento cani di razza: schottish
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Allevamento
cani di razza: schottish terrier, bassotto a pelo duro e bovaro del bernese.
Allevamento cani di
razza: schottish terrier, bassotto a pelo duro e bovaro del bernese.
Allevamento cani di razza: schottish
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Allevamento cani di razza: schottish
terrier, bassotto a pelo duro e bovaro del bernese.
Allevamento cani di razza: schottish
terrier, bassotto a pelo duro e bovaro del bernese.
In un casale della campagna romana, una bionda lady emiliana, stanca di
fare la donna in carriera, ha fondato un allevamento di bassotti nani,
poi di scottish, e poi di bovari bernesi. Un bel giorno è
arrivato a Roma un pullman di “pionieri”, carico di cani, gatti e un
pappagallo, e alla testa di quella insolita spedizione c’era lei, Marielisa
Zanmatti, che fino al giorno prima aveva lavorato a Vogue ed in
pubblicità a Milano, e aveva davanti a sé (e alle spalle) quel che si
dice una brillante carriera. Carriera che l’incontro con la “caninità”
aveva messo in seria discussione e, in poco tempo, fuori uso,
risvegliando anche l’anima emiliana attaccata alla terra. E così oggi, dopo
vent’anni dalla famosa spedizione dei pionieri su quel pullman carico
di cani, gatti e pappagallo, l’Allevamento della Zerlina è un piccolo
angolo di paradiso nella campagna romana dove a farla da padroni sono
gli animali. (Flaminia Morandi).
BASSOTTO
NOTIZIE
Cenni storici
Sebbene sia stato selezionato in terra di Germania,
si ritiene che il Bassotto possa avere dei legami diretti con quei cani
raffigurati sulle pareti della tomba del faraone Thutmosis III
(1408-1372 a.C.), il che presuppone una sua lontana origine egiziana. La
prima comparsa ufficiale in una esposizione è del 1883 a Berlino, dove
viene giudicato in base al primo standard di razza redatto nel 1879. Nel
1888 viene fondato in Germania il Deutscher Teckel Klub, su idea del
colonnello Emile Ilgner e del conte Klaus Hann. Nel 1925 il club di
razza tedesco approva il primo standard ufficiale, che viene poi
adottato nel 1947 dalla Federazione Cinologica Internazionale. Nel 1969
lo standard viene ulteriormente modificato.
La prima varietà selezionata fu quella di taglia
normale a pelo corto. Solo in seguito si differenziarono le tre taglie,
grazie anche all’apporto di allevatori inglesi, che importarono
intorno al 1850 i primi soggetti dalla Germania, iniziando a
selezionarlo distintamente dagli appassionati tedeschi e costituendo nel
1935 il Miniature Dachshund Club. La varietà a pelo duro o forte si
ottenne invece incrociano Bassotti a pelo liscio e Schnauzer o Dandie
Dinmont Terrier. La varietà a pelo lungo, infine, si ottenne con
incroci di soggetti dal pelo corto con lo Spaniel tedesco.
Curiosità
Proprio un Bassotto è il compagno fedele di un
celebre personaggio dei fumetti: il signor Bonaventura, creato dalla
matita di Sergio Tofano.
Il carattere
Coraggioso, determinato, caparbio, tenace fino allo spasimo, vivace,
dotato di una intelligenza e di un olfatto straordinari, ma anche
allegro, simpatico, affettuoso senza essere invadente. Questo è il
bassotto tedesco. Cacciatore attento e molto produttivo, è oggi un cane
familiare che in ambiente domestico vive in simbiosi con i suoi amici.
Adattissimo a vivere anche nei ridotti metri quadri delle case del
nostro tempo, ha dimostrato di saper vivere ottimamente in ambiente
urbano.
Si inserisce con spontaneità nel nucleo familiare ma non tollera le
prepotenze di chi pensa di poterlo dominare a causa delle sue ridotte
dimensioni.
Il consiglio dell’allevatore
Gli esperti consigliano al padrone di un Bassotto
di mantenere il più possibile il polso fermo.
Cure
Mentre la varietà a pelo corto non presenta
particolari problemi di gestione, nella varietà a pelo duro è
consigliabile portarlo dal tolettatore per una operazione di stripping
circa tre volte all’anno.
STANDARD
Gruppo
Quarto: Bassotti
Coda
Inserita sul prolungamento della linea del dorso, non
troppo ricurva né portata troppo allegramente.
Taglia
Esistono tre taglie sulla base della circonferenza toracica: standard –
oltre 35 cm.; nano
– tra i 30 e i 35 cm; kaninchen – non oltre i 30 cm.
Varietà
A pelo corto: pelo corto, fitto e brillante unicolore o bicolore, macchiettato.
A pelo duro: pelo ruvido, fitto con sottopelo; per
questa varietà sono ammessi tutti i colori.
Occhi
Di media grandezza, ovali, disposti obliquamente e di
colore brillante scuro.
Orecchie
Inserite alte ma non troppo in avanti, di moderata
lunghezza, non sottili o accartocciate.
Testa
Allungata, asciutta e ben scolpita, si affusola verso
il tartufo. Stop poco pronunciato.
Piedi
Chiusi e ben arcuati, con pianta robusta.
SCOTTISH TERRIER
NOTIZIE
Cenni storici
L’origine dello Scottish Terrier è comune a quella
degli altri Terrier celtici almeno fino alla metà dell’800: da
centinaia di anni vivevano nelle Highland occidentali, ma anche nelle
isole Ebridi, esemplari di Terrier a pelo ruvido impiegati per la
caccia. Restavano comunque cani da lavoro, e da qui la notevole
differenza riscontrabile nei Terrier, in quanto dettata dai gusti che
prevalevano in una zona piuttosto che in un’altra. Nel 1879 lo
Scottish viene per la prima volta presentato in una esposizione, ma è
nel 1881 che in occasione del primo raduno organizzato a Perth appare un
primo “modello” di Scottish Terrier con una discreta omogeneità di
tipo. Nel 1882 nasce il primo club di razza.
Curiosità
Razza sempre particolarmente amata, negli anni ’20
del secolo scorso era il prediletto dagli artisti che promuovevano lo
stile Liberty. Si ricordano grandi personaggi con il loro inseparabile
Scottish: dal presidente americano Roosvelt allo scrittore F.Sott Fitzgerald.
L’espressione piuttosto burbera di questo cane gli
ha conferito l’appellativo di “die hard”, duro a morire.
Il carattere
Lo Scottish Terrier ha un carattere sostanzialmente
indipendente e rustico, propenso ad un affetto concreto. Dotato di
temperamento vivace, amichevole con il padrone e i membri della sua
famiglia, molto ammorbidito dall’incrocio con la linea americana che
ne ha fatto un cane dal miglior carattere.
I consigli dell’allevatore
Lo Scottish Terrier, ricordano gli esperti, non
è un cane per tutti. La sua rusticità da antico cacciatore abituato a
sfidare le difficoltà emerge infatti in un temperamento forse un po’
rude, ma solo nei suoi atteggiamenti esteriori. Lo Scottish è dunque un
cane che va compreso, e il padrone saprà quando lasciarlo per conto suo
e quando, invece, sarà il momento di giocarci assieme e sfruttare la
sua naturale esuberanza. E’ certo che chi ha avuto uno Scottish non
cambia più razza e non riesce a sostituirlo con nessun altro cane.
Cure
Il mantello di questa razza richiede una qualche
attenzione. Per ottenere il meglio dal punto di vista estetico alcune
parti del corpo vanno sottoposte ad una operazione di stripping, in modo
da eliminare il pelo morto. Altre zone vanno invece tagliate a macchina
in modo da dare la forma geometrica caratteristica “da scottish”.
STANDARD
Gruppo
Terzo: Terrier (sezione seconda – terrier di
piccola taglia)
Coda
Di media lunghezza, grossa alla base, si assottiglia
alla punta. Portata diritta o con una leggera curva.
Taglia
L’altezza ideale al garrese è di circa 25,4 cm.
Peso
Da 8,6 a 10,4 Kg.
Mantello
Pelo di copertura duro, ruvido e spesso. Sottopelo
corto, lanoso e denso.
Colore
Nero, grano o pepe-sale in tutte le sfumature
Occhi
A mandorla, bruno scuro e piazzati abbastanza
distanti.
Orecchie
Proporzionate, di spessore sottile, appuntite, erette
e piazzate in cima al cranio.
Testa
Lunga ma proporzionata. Cranio quasi piatto. Muso di
solida costruzione e nell’insieme profondo. Stop leggero ma netto, a
staccare cranio e muso precisamente all’altezza degli occhi. Tartufo
ben sviluppato, con la linea che va di lì fino al mento che appare
inclinato verso l’indietro.
Piedi
Abbastanza grandi con dita arcuate e compatte.
BOVARO BERNESE
NOTIZIE
Cenni storici
Come dice il nome, il Bovaro proviene dalla zona
svizzera di Berna, dove fin dai tempi remoti faceva il guardiano delle
mandrie, ma anche dei beni della fattoria. Faceva parte della grande
famiglia rurale, con tutti i suoi animali e le grandi famiglie umane:
non era uno di quei guardiani che di notte rimangono soli sui monti, ma
viveva nella fattoria, sempre a contatto con l’uomo. Con la
diminuzione della pastorizia il Bovaro rischiò quasi di scomparire, ma
la razza venne salvaguardata grazie all’intervento di Franz
Schertenleib e Albert Heim. Il primo standard è del 1907.
Curiosità
Il Bovaro è talmente adatto a servire l’uomo, da
essere stato usato nei modi più disparati: tra i tanti, anche come
mezzo di trasporto, per trainare ad esempio merci come il latte o
addirittura passeggeri.
Il carattere
Il Bovaro ha un carattere molto scaltro, e sa essere
furbo e anche testardo. E’ estremamente affettuoso e gentile con
tutti, e va d’accordo anche con gli altri animali. Adora le famiglie
numerose, e soprattutto i bambini, verso i quali assume un particolare
atteggiamento di difesa e protezione.
I consigli dell’allevatore
Nonostante la sua affabilità, al Bovaro devono
fin da piccolo essere imposte le regole di casa e se ne deve pretendere
il rispetto. Viste le sue origini alpine, è preferibile farlo vivere in
campagna o almeno in una casa con giardino, per permettergli di sfogare
le sue infinite energie.
STANDARD
Gruppo
Secondo: sezione terza – bovari svizzeri
Taglia
Da 64 a 70 cm. il maschio, da 58 a 66 cm. la femmina.
Peso
Non indicato dallo standard; circa 55 Kg. Il maschio,
circa 40 Kg. La femmina.
Testa
Potente, con cranio poco bombato; stop ben segnato.
Muso potente, diritto, di media lunghezza. Labbra poco sviluppate, ben
aderenti.
Orecchie
Di forma triangolare, leggermente arrotondate in
punta, inserite alte e di grandezza media.
Occhi
Bruno scuro, a forma di mandorla.
Tronco
Potente e raccolto. Torace largo eben disceso fino ai
gomiti; petto ben sviluppato; dorso solido e diritto; regione lombare
larga e solida; groppa leggermente arrotondata; ventre non ritratto.
Coda
Folta, raggiunge al massimo i garretti; portata bassa
a riposo e un po’ più alta del dorso quando il cane è in attenzione.
Manto
Pelo lungo, liscio o leggermente ondulato.
Colore
Fondo nero intenso, con focature bruno scuro sulle
guance, al di sopra degli occhi, sui quattro arti, nella zona perianale
e sulla pettorina. Macchie bianche in testa, nettamente delimitate,
simmetriche, in forma di lista, e al muso. Zona bianca ininterrotta su
collo e pettorina. Desiderati piedi bianchi e punta della coda bianca.
Acquistare un cucciolo della Zerlina significa entrare in una grande
famiglia,diventare parte di un mondo che vede il cane in un rapporto duraturo,
fatto di assistenza continua (..a vita..), di incontri periodici, di amicizie
nate dalla comune passione per gli animali.
La veterinaria
Betta Odorici fin dalla laurea e dalle specializzazioni negli Stati Uniti segue
i cani della Zerlina, occupandosene spesso anche presso le loro nuove famiglie.
(0329-4324344 e Clinica sulla Via Braccianese 06-99801005)
Toeletta che passione…
Da generazioni canine Donatella Diana cura e segue le toelettature della
Zerlina.
Affiancate da Donatella (il "geco") e Daniela (il “dado”) Laura
Sabatini e Donatella Diana esercitano la loro arte al Tally’O gestendo un
divertente e professionalissimo punto di incontro per i proprietari dei
terriers e dei bassotti.
(Tally’O - Via Moricca 58 – 00167 – ROMA – Tel. 06-39737451)
Un ritratto d’autore
Amica da vent’anni della Zerlina, “Cilla” (come dimenticare il suo Bull?)
ritrae i bassotti nelle loro espressioni più … umane!
“Cos'è bello negli animali ?
Lo sguardo, le affettuose orecchie, il pelo quand'è bello, la postura fiera o
sottomessa.
I ritratti degli animali dicono di quella perfetta capacità che solo loro,
tanto amati, hanno e che gli permette di rispecchiare negli occhi il sentimento
di chi li ama.
È un senso luminoso d'appartenenza e di attesa perchè un animale amato è un
animale messo in attesa di altro amore... questo rende unico il loro
sguardo.”
(www.lucillabollati.com)
Barbara
Una grande amica dei bassotti (chi non sa di Beata della Zerlina?), un sito web
tutto da scoprire, ricco di informazioni, consigli intelligenti e novità. Un
modo tutto originale di fare cultura.
(www.barbarapalombelli.com)
La Festa
Ogni anno tutti gli amici si incontrano alla Zerlina per ritrovarsi, e
condividere la comune passione per i bassotti. Un momento spensierato, che si
ripete ormai da 15 anni tra giochi campestri per i bambini (poi vinti dagli
adulti), canti, musiche e follie gastronomiche realizzate dalle proprietarie
dei bassotti.